Il Tribunale della famiglia di Haifa, in Israele, esaminò un testamento datato 21 maggio 2012. Il perito nominato dal tribunale ritenne ragionevolmente possibile che il defunto non avesse apposto le firme contestate. Ricevette altri campioni e poi un terzo esemplare originale del testamento. Lo esaminò e fu sentito di nuovo, senza modificare la sua conclusione prudente.
Che cosa è emerso dalle prove?
Il 30 aprile 2021 il tribunale accolse l’opposizione e negò il riconoscimento del testamento (procedimenti 58464-12-12 e 61142-12-12). Valutò anche le testimonianze e ritenne insufficienti le prove di autenticità. Precisò che da questo esito non si poteva desumere una falsificazione, né individuare l’autore di un eventuale falso.
Una firma contestata su un contratto, un testamento o un ordine di pagamento pone due domande: che cosa emerge dal documento e quali iniziative legali sono possibili. Lo studio Tzion Bahalul e Associati segue in Israele controversie civili per frode e recupero di somme.